lunedì 22 dicembre 2014

LA MIA BATTAGLIA, LA SUA BATTAGLIA, LA NOSTRA (PERDENTE) BATTAGLIA (DEI LIBRI, E NON SOLO) - Karl. O. Knausgard, "la morte del padre" (Feltrinelli)

La casa editrice Feltrinelli pubblica oggi di nuovo tutta l'opera di Karl Ove Knausgard, autore norvegese di un iper-romanzo di 3000 pagine per 6 volumi che è stato caso letterario in Norvegia dal 2009 al 2001 vendendo 500.000 copie nel suo paese - un norvegese su dieci.
come se in Italia un libro diviso in 6 volumi potesse vendere 6 milioni di copie. qui un articolo de L'inkiesta che riassume il caso

Prima battaglia persa, nostra: secondo me non saremo mai (più) un paese di lettori. La rincorsa del ritardo secolare era da fare nel 900 della democrazia rappresentativa, delle elites democratiche, della scuola. Oggi è populismo, democrazia mediatica diretta, delegittimazione dei "mediatori" - scrittori, giornalisti, insegnanti, politici ecc. Ed è l'era dei tablet e dei social network. Letture altre, comnq. visto come va il mercato da noi (5% di ebook, ridicolo, - 17% di libri venduti e letti (il volume delle biblioteche è minimo) possiamo dire:  il sapere non passerà più per i libri: se non è già passato, amen. In italia legge libri in modo significativo il 10-15% delle persone. E spesso la classe dirigente - manager, dirigenti, privati e pubblici - non è in questo 15%.

Tornando a Knausgard: il volume era apparso meritoriamente da Ponte alle Grazie. Evidentemente la follia romantica di pubblicare un opera che in molti  - tra questi, qui Walter Siti su Repubblica qualche giorno fa, seppur con rilievi interessanti di perversa qualità non-letteraria  - non esitano a dire come tenti un qualche rinnovamento del progetto-Proust,  si è scontrata con le ragioni del mercato e del fatturato. In Italia più che altrove, con troppo realismo cinico anche nel mercato editoriale vincono sempre quelle (e non mi riferisco solo personaggi tosti e pescecani che hanno guidato grandi gruppi editoriali: mi riferisco anche ai pugnalatori nobili del Mulino che affossano Carocci, nonostante gli appelli di molti, come leggete qui dal Fatto -  figuriamoci quindi  un grande Gruppo editoriale, perché non dovrebbe seguire le logiche commerciali se i primi "figli di mignotta"  sono i "padri nobili"?

Quindi seconda battaglia persa. quella di una casa editrice media - seppur dentro un "grande gruppo" -  Ponte alle Grazie di poter sostenere un'opera così. Ora vediamo Feltrinelli, che pure non è ben messa. In bocca al lupo.

Per la cortesia di Ponte alle Grazie, avevo incontrato 4 anni fa Knausgard in Italia per l'uscita del primo volume, quello che oggi ripubblica Feltrinelli. Incontro magnetico e straniante come il libro e tutto il progetto . qui il post del "vecchio blog" soulfood del 2010 e sotto il video con l'intervista radiofonica integrale, di fatto inedita fino ad ora, in cui Karl parla del suo libro e del titolo "Min Kamp" che evoca volutamente, ironicamente e provocatoriamente il Main Kampf di Hitler, l'apoteosi dell'uomo massa opposto a questo uomo-singolo, anche se poi la tragedia hitleriana fu una singolare coincidenza di follia di uomo-singolo che incontro nell'intimità il consenso di altrettanti milioni di uomini-singoli.....

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